Protezione delle vie respiratorie: come scegliere la mascherina FFP3?
Una volta stabilito che è necessaria una FFP3, la scelta del modello deve considerare le caratteristiche del respiratore, le condizioni di utilizzo, l’adattabilità al volto e il corretto utilizzo da parte dell’operatore.
La certificazione è quindi fondamentale, ma non esaurisce la valutazione.
Una FFP3 può essere certificata e correttamente selezionata, ma se non aderisce adeguatamente al volto, la protezione effettiva diventa inferiore a quella attesa.
Il rischio è pensare: “È una FFP3 certificata, quindi sono a posto”
Devi fornire la stessa FFP3 a diversi operatori. Lo stesso modello può adattarsi correttamente a una persona e meno bene a un’altra.
È questo il punto che può rimanere nascosto:
La certificazione riguarda il dispositivo. La protezione durante l’utilizzo dipende anche da come quel dispositivo si adatta alla singola persona e da come viene utilizzato.
Basta far provare la FFP3 agli operatori?
No. La prova è importante, ma la preferenza dell’operatore non permette, da sola, di verificare l’adattabilità del facciale al volto e il suo corretto utilizzo.
Comfort e accettabilità rimangono importanti, soprattutto quando il respiratore deve essere utilizzato per periodi prolungati.
Ma una prova può non raccontare cosa succederà nel tempo.
Caldo, sudore, movimenti, presenza di altri DPI e utilizzo prolungato possono influire sul modo in cui il respiratore viene indossato e mantenuto.
La domanda quindi diventa:
Come verificare che una FFP3 si adatti correttamente al volto?
Per verificare l’adattabilità di uno specifico facciale a tenuta al volto del singolo operatore viene effettuata una specifica prova di adattabilità: il Fit Test.
Il Fit Test permette quindi di verificare se quello specifico facciale è adatto al volto di quella specifica persona.
Questo significa che un modello che supera la prova su un lavoratore non può essere automaticamente considerato adatto a tutti gli altri.
Fit Test e corretto utilizzo sono la stessa cosa?
No.
Il Fit Test verifica l’adattabilità dello specifico facciale al volto della persona.
Il corretto utilizzo riguarda invece il modo in cui il respiratore viene indossato, regolato, controllato e utilizzato durante il lavoro.
Il controllo della tenuta previsto prima dell’utilizzo, effettuato secondo le indicazioni del fabbricante, non sostituisce il Fit Test e il Fit Test non sostituisce il controllo prima dell’uso.
Per questo la protezione respiratoria non si esaurisce nella scelta e nell’acquisto del dispositivo, ma comprende anche formazione, addestramento e corretto utilizzo.
Per approfondire APVR, formazione, addestramento e Fit Test puoi leggere il nostro articolo dedicato alla UNI 11719:2025.
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Sono Agente e Referente Tecnico-Commerciale BLS e insieme al vostro rivenditore aggiungiamo la conoscenza diretta delle caratteristiche, delle tecnologie e delle possibilità applicative delle soluzioni, unita a oltre 25 anni di esperienza sul campo.
Questo ci permette di mettere in relazione respiratore, persone, mansione e condizioni di utilizzo, individuando le soluzioni più pertinenti da approfondire e verificare con gli operatori.
Perché l’obiettivo non è soltanto fornire una FFP3 certificata.
È contribuire a fare in modo che la protezione scelta sia adatta alla persona, venga utilizzata correttamente e possa essere mantenuta durante le 8 ore di lavoro, oggi e nel tempo.
Quando è necessario verificare l’adattabilità del facciale alla singola persona, è possibile arrivare al Fit Test attraverso i nostri rivenditori autorizzati.
La valutazione dei rischi e l’individuazione della protezione necessaria restano di competenza dell’azienda.
Il rivenditore rimane il riferimento per la fornitura. Noi aggiungiamo il +Supporto Diretto del produttore alla valutazione.
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Partiamo dalle FFP3 che utilizzate, dalle persone e dalle condizioni di impiego per verificare adattabilità e corretto utilizzo.

Marino Pavone | Agente e Referente Tecnico-Commerciale BLS | Abruzzo – Marche – Molise
Aiuto chi sceglie i DPI a prevenire conseguenze che spesso non si vedono al momento dell’acquisto, ma emergono durante il lavoro reale







